Da Foggia per dire no al razzismo. Arci e Cgil chiedono "diritto d'asilo e corridoi umanitari"

Conferenza stampa alla vigilia del Consiglio europeo. Simbolo scelto una barchetta di carta come chiaro riferimento alla legalità di un sistema di salvataggio in mare oggi compromesso

Un momento della conferenza stampa Cgil

Il 27 giugno 2018 nell’Auditorium della Cgil di Foggia si è tenuta la conferenza stampa promossa dalla CGIL e da numerose associazioni che si occupano dei migranti in occasione della giornata di mobilitazione contro il razzismo e per la solidarietà. Sono intervenuti Maurizio Carmeno, segretario generale Cgil Provinciale Foggia, Magda Jarchazak, segretaria Flai CGIL Provinciale Foggia e Domenico Rizzi, presidente ARCI Provinciale Foggia.

Il comunicato stampa

La giornata ha preceduto del 28 giugno in cui il Consiglio europeo si è riunito per discutere dell’immigrazione. L’intento è quello di chiedere con forza ai governi dei paesi europei di far fronte alle problematiche dell’immigrazione in maniera complessiva, organica, responsabile e solidale affinché tutti i Paesi vengano coinvolti per attuare quelli che sono i valori fondativi dell’Unione Europea.

Ripristinare il diritto d’asilo per tutte e per tutti i migranti in un contesto in cui in molte aree del mondo si scappa dalle guerre e dalle persecuzioni. Aprire corridoi umanitari per consentire gli spostamenti in sicurezza dei migranti per evitare i lunghi viaggi della speranza che spesso si concludono con la morte. Il simbolo scelto per l’iniziativa è una “barchetta” di carta, come chiaro riferimento alla legalità di un sistema di salvataggio in mare pesantemente compromesso dalle scelte politiche degli Stati europei.

Erano presenti numerosi migranti che hanno rappresentato la necessità che cambi il clima sociale anche nel nostro Paese e in Capitanata perché sono ancora tante le storie di sfruttamento di diritti negati, di razzismo e di esclusione nei confronti dei migranti. Si è convenuto, infine, che partano messaggi e approcci culturali diversi a cominciare dalle Istituzioni locali affinché si faccia informazione, si superi il pregiudizio, si comprendano le problematiche quale condizione necessaria per attivare un processo di integrazione degno di un Paese civile.

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