Rebecca Abate Alfiere della Repubblica: la piccola lucerina, premiata da Mattarella tra emozione e sorrisi

È stata premiata al Quirinale insieme ad altri 28 giovani che si sono distinti come costruttori di comunità, attraverso la loro testimonianza, il loro impegno e le loro azioni coraggiose e solidali

Rebecca Abate premiata dal presidente Mattarella (ph. Quirinale)

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha consegnato questa mattina al Quirinale 29 Attestati d’onore di “Alfiere della Repubblica” a giovani che si sono distinti come costruttori di comunità, attraverso la loro testimonianza, il loro impegno, le loro azioni coraggiose e solidali.
Sono giovani, nati tra il 1999 e il 2008, che rappresentano modelli positivi di cittadinanza e che sono esempi dei molti ragazzi meritevoli presenti nel nostro Paese.
Accanto ai 29 Attestati d'onore sono state consegnate anche quattro targhe per azioni collettive, sempre ispirate a valori di altruismo e al senso di responsabilità verso il bene comune.
Al termine della cerimonia, condotta da Sofia Viscardi, il Presidente Mattarella ha pronunciato un discorso.

Tra i 29 giovani premiati c’è anche la piccola Rebecca Maria Abate. La giovane lucerina (compirà 11 anni ad aprile) è stata premiata per “l’aiuto che è riuscita a dare a una compagna di scuola con grave disabilità, grazie al quale le ha consentito di uscire dal silenzio e di aprire una comunicazione con l’intera classe. Grazie alla sua sensibilità e al suo affetto, è riuscita a interpretare e comprendere i pochi segnali dell’amica, creando in questo modo nella classe un ambiente più aperto e inclusivo, dove la diversità è divenuta occasione di crescita per tutti”.

“È davvero un piacere ringraziarvi e farvi i complimenti. La vostra presenza trasmette allegria, l’allegria di una concezione della vita straordinariamente positiva e ben vissuta.

Per qualcuno forse questa chiamata e questo riconoscimento sono stati una sorpresa; qualcuno di voi lo ha dichiarato in qualche giornale che vi ha chiesto un’impressione. Vi sarà parso strano, forse, e lo capisco perché ciò che avete fatto a voi sembra normale, avete fatto quel che vi è sembrato giusto nelle condizioni che vi trovavate di fronte. Ed è normale, avete ragione.

Ma è questa l’importanza: far vedere che questa è la normalità della vita, che aiutare gli altri, aiutare chi è in difficoltà, rende la vita migliore, fa vivere meglio se stessi e la comunità in cui si è inseriti. Ed è quel che avete fatto, in tanti modi diversi, ciascuno con un’iniziativa particolare, dimostrando che ogni persona è irripetibile, ma che tutte queste risorse individuali confluiscono nella vita comune, nella convivenza.

Non siete i soli a fare cose così belle da sottolineare; tanti altri ragazzi come voi hanno fatto cose analoghe. Voi li rappresentate tutti, perché il nostro Paese è pieno di ragazzi che hanno la vostra stessa sensibilità. È importante però farla conoscere, far capire che questa è la regola della vita, la normalità, che dovrebbe essere sempre praticata da tutti.

Anche il fatto che quando sui giornali o nelle TV si è parlato di questi riconoscimenti nei vostri confronti si sono registrate grande attenzione e grande interesse dimostra che questo atteggiamento è apprezzato come criterio di comportamento che dovrebbe essere sempre adoperato. Vi ringrazio molto perché avete dimostrato che questa è la vita del nostro Paese e che la solidarietà è l’impalcatura della convivenza. Nulla regge senza impalcatura. La nostra società, il nostro vivere insieme non starebbe in piedi senza la solidarietà. Voi l’avete praticata e dimostrata.

Grazie e complimenti!”, le parole del Presidente della Repubblica.

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