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"L'Antisemitismo non è mai finito", il rabbino Di Segni: "Giorno della Memoria necessario. Sui social segnali allarmanti"

Le riflessioni del capo della Comunità Ebraica di Roma durante un incontro a San Severo: ". È opportuno fermarsi almeno una volta all'anno a pensare ai fatti terribili della nostra storia, pensare che tutto questo sia stato possibile in Europa, in Italia, ed elaborare continuamente gli anticorpi per evitare che si ripetano"

 

Giorno della Memoria a San Severo: il capo della Comunità Ebraica di Roma Riccardo Di Segni è stato protagonista di un incontro questo pomeriggio a San Severo presso la Sala Conferenze della Parrocchia della Divina Provvidenza. L'incontro ha chiuso la settimana per l'Ecumenismo e per il dialogo interreligioso, organizzato dalla Diocesi di San Severo. 

"Magari fosse scolpita nel cuore. Questa giornata è necessaria perché questi eventi non si ricordano troppo. È opportuno fermarsi almeno una volta all'anno a pensare ai fatti terribili della nostra storia, pensare che tutto questo sia stato possibile in Europa, in Italia, ed elaborare continuamente gli anticorpi per evitare che si ripetano", le parole di Di Segni, che ha poi detto la sua sul tema dell'antisemitismo nel mondo e in Italia: "Non è mai finito, nemmeno dopo gli orrori della Seconda Guerra Mondiale. L'Italia rispetto ad altri paesi europei sta meglio, ma ciò non vuol dire che sia tutto rose e fiori. Sui social i segnali sono piuttosto allarmanti, perché consentono alle persone di esprimere le opinioni in modo disinibito, incontrollabile e anonimo". 

"Condividiamo con i fratelli ebrei una parte significativa delle Sacre Scritture - ha precisato il vescovo di San Severo Mons. Checchinato - e da loro abbiamo imparato e continuiamo a imparare uno stile di lettura, di approfondimento e commento nei confronti della parola del Signore contenuta nella Bibbia, abbiamo necessità di stare in stretto contatto con loro". 

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