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L’Italia secondo Ezio Mauro: “Non siamo un paese razzista, ma... Governo e Pd? La cultura è la leva della politica, troppo spesso viene dimenticato”

Previsioni e scenari delineati dall’ex direttore di Repubblica: “Alle Europee probabile ulteriore crescita delle forze sovraniste e populiste, che si consumano più a danno dei 5Stelle”. E sull’attuale Governo dice: “Manca una cultura omogenea di cui il Paese avrebbe bisogno, litigano su tutto”

 

Dai fenomeni di razzismo, alla manifestazione sulle famiglie tenutasi a Verona, passando per un excursus dell'attuale governo, le elezioni europee e gli scenari futuri della politica italiana. Ospite dell'undicesima edizione di Colloquia, Ezio Mauro delinea un quadro dell'attuale condizione del Paese.

"L'Italia non è un paese razzista, ma ci sono degli episodi di razzismo chiari e tondi che vanno chiamati con loro nome e segnalati". L'ex direttore di Repubblica inquadra la manifestazione sulle famiglie come l'espressione di "una minoranza molto radicale che cerca visibilità con linguaggi estremi mettendo in imbarazzo la stessa Chiesa".

In vista delle Europee prevede una ulteriore crescita delle forze sovraniste e populiste "che incrociano lo spirito dei tempi e lo alimenta facendo leva sulla paura dimenticando che la politica è stata inventata per emancipare i cittadini dalla paura". La Lega, dunque, è destinata a proseguire anche alle Europee i risultati ottenuti alle Regionali (ultima, in ordine di tempo, la vittoria in Basilicata). Successi che, però, si consumano più a danno dei Cinquestelle, alleati di governo: "Il consenso non si trasforma in egemonia. Una vera cultura omogenea del governo non si è visto, litigano su tutto (dalla Tav alle famiglie), si insultano dandosi spintoni mediatici. Sono due culture che riempiono lo spazio politico senza diventare una cultura di governo di cui il Paese avrebbe bisogno. A unirli è il profondo istinto di destra, una concezione del Paese che dimentica tutta la vicenda repubblicana pregressa come se la storia fosse nata nel momento in cui loro sono andati al potere".

Chiusura sul Pd del neo segretario Zingaretti: "Bisogna vedere quale profilo culturale vorrà delineare, la cultura è la leva della politica e questo troppo spesso viene dimenticato. La manifestazione contro il razzismo e la stessa adesione alle primarie sono state sorprendenti. C'è un giacimento di energia democratica. Il Pd deve ritrovarsi spina per connettersi a questa presa di energia".

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