La sfida di Vieste, che non si piega e vola al G20 del turismo: intervista al sindaco Nobiletti

Parla il sindaco della perla del Gargano: "Siamo la sesta località balneare in Italia anche quest'anno, terza per ospitalità. La sfida ora è culturale: un polo per valorizzare le bellezze storico-artistiche"

Foto di Fiorenzo Piracci

Quest’anno non c’è stato un omicidio in piena estate a sconvolgere la bella stagione viestana: fortunatamente nessuna esecuzione sotto lo sguardo attonito dei turisti. Si è, invece, rilanciato in bellezza e cultura, con lo splendido concerto di Max Gazzè ai piedi del Pizzomunno, che ha fatto registrare il botto sotto il profilo del risalto mediatico, ma anche con lo shooting fotografico di Tina Kunakey, la top model sposa di Vincent Cassel, che ha scelto Vieste come set suggestivo dei suoi scatti. E ancora, la perla del Gargano è stata meta estiva dell'ex calciatore dell'Inter Ivan Cordoba e della conduttrice Natasha Stefanenko, oltre che location dello spot della Spiaggina '58, la fiat 500 in edizione limitata. Tanta roba, verrebbe da dire.

Certo, la situazione sul fronte criminalità resta critica ma la caccia è serrata e proprio in questa giornata il sindaco può plaudire ad un’altra operazione, “Agosto di fuoco”, coordinata dalla DDA di Bari, che ha portato in carcere nomi di “spessore” della mala garganica. “Con l’auspicio che ci restino” sospira Giuseppe Nobiletti, il giovane sindaco di Vieste, con il quale decidiamo oggi di intrattenerci per fare un primo bilancio dell’estate che va a concludersi. E' in procinto di partire per il G20 delle località balneari. “I turisti sono ancora sulle spiagge - esordisce-. Credo che quest'anno durerà almeno fino alla metà di settembre”.

Ieri l’allerta arancione ha provocato grandine e forti piogge. In altre zone del Gargano i camping si stanno svuotando.

“Fortunatamente noi abbiamo subito il maltempo in maniera non preoccupante. Nessuna criticità particolare”.

Possiamo fare un primo bilancio?

Fino a luglio credo le presenze si siano mantenute stabili, seguendo il trend dello scorso anno. All’incirca un milione di turisti dall’inizio dell’anno. Aspetto i dati di agosto e settembre, che penso abbiano totalizzato un altro milione. Siamo soddisfatti. Certo, si può sempre migliorare ma è andata bene.

In cosa è ravvisabile l’azione dell’amministrazione?

Abbiamo dato un colpo importante al fenomeno dell’abusivismo, ad esempio. L’operazione “Spiagge sicure” del Ministro Salvini – misura che come sindaci avevamo già richiesto negli anni passati- ci ha permesso di ottenere risorse per 50mila euro che abbiamo utilizzato per assumere altri dieci vigili stagionali, che sono andati ad aggiungersi agli otto che già impegnavano, il che ci ha consentito di svolgere una migliore azione di controllo. Se si ascoltassero i sindaci, che sono il front office delle problematiche, le cose forse andrebbero meglio in questo Paese.

Cos’altro?

Vorremmo fare molto di più ma siamo, come noto, in piano di rientro, quindi non abbiamo molti soldi, i margini di intervento sono ancora limitati. Siamo però fiduciosi di poter anticiparne l’uscita, probabilmente già entro la fine di quest’anno: i conti stanno molto meglio.

Molte polemiche ha sollevato l’istituzione della ztl nel centro storico e nel borgo ottocentesco. Conferma la scelta?

Certamente. E’ una scelta di civiltà, al pari di ciò che accade in tante altre parti di Italia. Quelle zone sono da preservare, concepite in epoche in cui il carico urbanistico e automobilistico era nettamente inferiore a quello che abbiamo oggi. Capisco che i proprietari di immobili si siano sentiti penalizzati ma le aree son piccole, le strade strette: dovevamo scegliere se privilegiare i proprietari o i residenti. Poi, come di solito accade in questi casi, qualche politico ha inteso entrarci dentro, alimentando la polemica. Pazienza, andiamo avanti. Noto con soddisfazione che anche l’Ase di Manfredonia ha lavorato meglio: sotto il profilo dell’igiene pubblica non abbiamo avuto criticità.

Fortunatamente non si è consumato neanche un omicidio sotto gli occhi dei turisti

Dal punto di vista della criminalità, la situazione è più tranquilla. Hanno portato via un po’ di gente, qualcosa inizia a muoversi, oggi c’è la conferenza stampa sulle operazioni di Carabinieri e Polizia. Il tema è che poi dentro devono rimanerci. Ho fiducia nel lavoro della magistratura. La criminalità dà problemi. E Vieste merita di valorizzare la sua bellezza. Quest’anno è tra le dieci località turistiche balneari d’Italia, 26esima se consideriamo anche le città d’arte.

Pronti per il G20?

Sì. Dal 5 al 7 settembre andremo a Bibione al vertice delle località turistiche più importanti d’Italia.  Saremo noi a rappresentare la Puglia. Sarà un momento importante, in cui condivideremo con le altre città le best practices per ciò che concerne il turismo. Che stiamo provando a destagionalizzare, unendolo alla valorizzazione culturale. I numeri sono incoraggianti. Le visite al castello Svevo promosse quest’anno hanno fatto registrare duemila visitatori nei primi dieci giorni. Stiamo creando un polo culturale per valorizzare le bellezze storico-artistiche di Vieste. Entro quest’anno inaugureremo il primo museo della città. Vogliamo dare un’alternativa al mare.

Anche per sfatare il mito che vuole un Gargano che vive fondamentalmente di rendita grazie alle sue bellezze naturali, ma che di suo, alla fin fine, fa poco.

Non ho mai concordato con questa tesi. Noi abbiamo una classe imprenditoriale che si rimbocca le maniche e lavora sodo. A differenza del Salento, la Capitanata e il Gargano sono molto più lontani dalla Regione Puglia. Ciò che è stato costruito è frutto di investimenti privati, la gente ha rischiato in prima persona.

Resta secondo lei un problema di accoglienza e di ospitalità? Ancora ieri il Corriere della Sera riportava una recensione non brillante rispetto al nostro modo di accogliere e coccolare il turista.

Contesto. Siamo terzi in Italia nella classifica dell’ospitalità. Sappiamo fare il nostro mestiere. E lo sapremmo fare ancor meglio se si sbloccassero alcune partite incagliate ormai da anni.

A cosa fa riferimento?

All’aeroporto Gino Lisa. Qui siamo convinti della strategicità e dell’importanza di quella infrastruttura. Ci consentirebbe di aumentare i numeri delle presenze straniere in bassa stagione, ad esempio. E di capitalizzare il percorso culturale che abbiamo intrapreso. Fortunatamente vedo che qualcosa si sta muovendo. Auspico che sia la volta buona per davvero. Gli assessori regionali Piemontese e Di Gioia me lo hanno confermato. E io mi fido.  

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