Foggia, 13 detenuti diventano operatori della ristorazione (e progettano il loro futuro)

Sono i corsisti del carcere di Foggia che stanno partecipando al corso organizzato da Smile Puglia in partenariato con il Consorzio Aranea. Una volta scontato il loro debito con la giustizia, avranno una possibilità di riscatto

I corsisti

Sono 13 i detenuti del carcere di Foggia che stanno partecipando al corso per “Operatore della Ristorazione”. Il corso è tenuto da Smile Puglia, in partenariato con il Consorzio Aranea, nell’ambito dell’Avviso1/2017-Linea 1 Inclusione “Iniziativa sperimentale di inclusione sociale per persone in esecuzione penale”.

Il Progetto finanziato dalla Regione Puglia - P.O.R. PUGLIA – FESR – F.S.E. 2014 – 2020 – rilancia la collaborazione istituzionale tra Istituti penitenziari, Enti di formazione e terzo settore fondamentale per l’efficacia dei percorsi di crescita personale e di reinserimento lavorativo e sociale della persona detenuta. Il corso di formazione è stato promosso in stretta collaborazione con la Direzione del penitenziario. Oltre alle attività formative, si stanno realizzando un servizio di mediazione culturale e l’organizzazione di un laboratorio teatrale.

La parte teorica del corso è incentrata su diverse tematiche: lezioni di sicurezza sui luoghi di lavoro, informatica, inglese turistico, elementi di chimica e merceologia per arrivare poi ad approfondire l’arte culinaria, attraverso la fase di simulazione in contesto operativo. Gli allievi sono stati chiamati a confrontarsi con un tema, quello della cucina tipica a chilometro zero: un momento esperienziale mirato alla ricerca e alla contestualizzazione storica della realtà di Capitanata, attraverso la descrizione delle eccellenze locali, la loro valorizzazione nella quotidianità e la sperimentazione innovativa della cucina.

È stata applicata una didattica basata sull’esperienza, sul fare, sull’assaggiare, vedere, sentire e partecipare. Gli allievi detenuti hanno simulato una co-progettazione insieme ai docenti, proponendo di giorno in giorno nuove ricette. La formazione può costituire un allentamento della tensione, un impegno mentale che favorisce la non fissazione nel qui e ora della cella, un’occasione d’incontro con persone che, provenendo dall’esterno, favoriscono una sensazione di minore abbandono. La formazione per il detenuto non è solo un’occupazione del tempo ma è anche la soddisfazione di un bisogno, un’opportunità a livello personale per rimettersi in gioco e per riscoprire risorse, abilità e potenzialità che molto spesso non sapeva nemmeno di possedere e che, all’interno di un sistema relazionale, gli consentono di riacquistare fiducia in sé stesso.

I detenuti che hanno deciso di partecipare al percorso si sono mostrati motivati ed entusiasti. Hanno messo grande impegno nella preparazione di primi e secondi piatti e nella realizzazione di dolci e prodotti da forno. “Sono davvero ammirevoli – ha sottolineato il presidente di Smile Puglia- Antonio De Maso – l’entusiasmo e l’impegno che i corsisti, Federico, Anacleto, Luigi, Giuseppe, Vincenzo, Giuseppe, Islam, Michele, Fabio, Christian, Alessio, Luigi e Domenico, hanno profuso nel seguire tale iniziativa. Alcuni evidenziano naturali propensioni e talento per le attività di pasticceria e di cucina. Molti di loro potranno sicuramente impiegarsi in entrambi i settori”.

“Ci teniamo a ringraziare tutto lo staff dei nostri docenti e dei nostri tutor: Pina Di Cesare, Massimo D’Amico, Giuseppe De Cato, Marzia Salsapariglia, Franco Foglio, Pietro Perrino, Lucy Serena, Luigi Talienti, Giorgio Cicerale, Pietro Del Gaudio, Lucia Di Domenico, Umberto Mastroluca, Mario Ognissanti, Giuseppe Scarlato, Vincenzo Romano, Rocco Serena, Luigia Cristiani e Carmela Longo. Hanno seguito quotidianamente gli allievi, in modo professionale e appassionato, trasmettendo conoscenze e competenze non solo squisitamente culinarie, ma soprattutto aprendo dialoghi e confronti di profonda umanità. Inoltre, a fine corso si prevedono momenti dedicati all’approfondimento degli strumenti di ricerca attiva del lavoro”, ha sottolineato e concluso la coordinatrice del percorso formativo Grazia Francavilla.

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