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"Vogliamo tornare a casa". Il 'Mayday' di un foggiano da Bucarest: "Nessuno ci ascolta, temiamo il contagio"

Un appello che viene direttamente da Bucarest. A formularlo è Pasquale Carusillo, studente Erasmus originario di Pietramontecorvino, che con un videoclip racconta i disagi che, in tempi di emergenza Coronavirus, sta vivendo, e con lui tanti altri studenti italiani attualmente impegnati in progetti Erasmus lontani dalla Penisola

 

La situazione è tutt'altro che semplice, come racconta lo stesso Carusillo, perché a venire meno in questi giorni sono le risposte. 

"Ho deciso girare questo piccolo videoclip in veste di rappresentante di un folto gruppo di studenti italiani qui in Romania nella speranza che qualcuno possa riceverlo e rispondere alle mie domande. La situazione in Romania in questo momento non è preoccupante come in Italia ma da cittadino italiano preferirei tornare in Patria prima che la situazione degeneri".

Lo studente originario dei Monti Dauni passa in rassegna gli aspetti più controversi della sua situazione: "In data 18/03/2020 alle ore 02:00 Alitalia ha dato la possibilità di prenotare il volo Bucarest- Roma per il giorno 20/03 alle ore 17:00 e con arrivo 18:30 italiane. Alle ore 05:00 il volo era pieno. Costo del volo 200 € senza bagagli. Non vi sembra un prezzo eccessivo per un volo d’emergenza? 

Punto 2: Non ci è stato rilasciato da parte dell’ambasciata italiana e del consolato alcun protocollo da seguire. È impossibile riuscire a parlare con qualcuno al numero verde di Alitalia così come riuscire ad avere una risposta precisa e puntuale da parte di Ambasciata e Consolato. Molti studenti che dovrebbero prendere questo volo vengono da zone infette della Romania e la maggior parte di noi non ha né mascherine né guanti né amuchina.

Nella giornata odierna 18/03 sono stato pubblicati altri due voli con partenza alle ore 20:00 dei giorni 20/03 e 21/03 sempre al prezzo di 200€ e con arrivo alle ore 21:00 italiane. Molte persone vengono da regioni diverse (Sicilia, Calabria, Puglia, Lombardia) e non sanno come tornare a casa. La maggior parte dei treni notturni sono stati cancellati.

Una volta arrivati in Italia, se avessimo il virus, potremmo portarlo alle nostre famiglie e se non lo avessimo, cambiando tre treni e due autobus avremmo una grande percentuale di portarlo nel nostro paese di origine. Non sarebbe meglio fare l’isolamento obbligatorio a Roma? Sarebbe il caso di farci un tampone? In definitiva “Cosa fare arrivati a Roma?”. 

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