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Anche Xian si arrende al Covid-19. Il locale giappo-cinese getta la spugna e chiude per un mese: "E' una mazzata"

La psicosi Coronavirus colpisce ancora. Si arrende anche Xian. Clientela calata fino al 90%. Il ristorante asiatico chiude a Foggia e Manfredonia per un mese. "Motivi di ristrutturazione e per garantire maggiore sicurezza". Lin Dongjie: "È una mazzata"

 

Si è arreso anche Xian. Il ristorante giappo-cinese Sushi di via Manfredonia a Foggia getta la spugna e chiude per un mese. La clientela è calata fino al 90% nell'ultimo mese. Il titolare, Lin Dongjie, imprenditore piuttosto noto in città e in provincia, ha dovuto fare i conti con la fobia del contagio da Covid-19: "È una mazzata". Ha tredici dipendenti e le spese sono tante. Approfitta di questo periodo per fare alcuni lavoretti: ristrutturerà i bagni e vernicerà il cancello. 

La psicosi Coronavirus colpisce ancora. Le prime vittime sono state proprio le attività asiatiche. Martedì 3 marzo, Lin Dongjie ha affisso un cartello sul cancello per annunciare la decisione : "Xian avvisa la gentile clientela che per motivi di ristrutturazione e per garantire maggiore sicurezza questo esercizio riaprirà giorno 1 aprile 2020. Ci scusiamo per il disagio. Per maggiori informazioni segui la nostra pagina Facebook. Grazie". E proprio sui social i foggiani hanno commentato la notizia della temporanea chiusura con una serie di messaggi di solidarietà e incoraggiamento. 

All'inizio il calo non era così evidente, ma in un mese il locale si è svuotato. "C'era una paura spaventosa, il panico, il lavoro negli ultimi giorni era diminuito dell'80-90%". Dopo il caso di Ascoli Satriano, anche la famiglia di Lin ha cominciato a nutrire una certa preoccupazione. "Anche noi non vogliamo rischiare. Siamo a contatto con tanti clienti e secondo noi i posti così frequentati andrebbero chiusi per qualche giorno, proprio come in Cina, anche se è una scelta difficile. Dovesse capitare un caso nel locale non lavorerei proprio più".

Il ristorante gemello, Xian 2, a Manfredonia, di fronte al porto turistico, osserverà lo stesso periodo di chiusura. Nessuno tornerà in Cina: "Noi viviamo sempre qua. I nostri fornitori sono tutti italiani e i prodotti certificati". Lin ha le mascherine con sé: la moglie teme soprattutto per il figlio di pochi mesi. "Usatele - è il suo appello - per proteggere noi, voi e la vostra famiglia". 

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